dominazioni

Quando i Normanni, nel 1060, arrivarono nel territorio bovese lo trovarono povero e immiserito dalle incursioni e dalla malaria.
Ruggero II decise di ripopolare quelle terre con genti prelevate in Grecia durante le spedizioni normanne. Si ebbe così una seconda ondata di cultura greca.
É al periodo normanno, nel 1195, che risale l'assegnazione a Bova del Vescovo di Reggio.

Le dominazioni straniere

Nel 1268, approfittando della decadenza politica e militare dei Normanni, Carlo D'angiò confiscò tutte le terre degli Svevi. Il dominio angioino, di stampo cattolico, non fu ben accetto nel meridione, soprattutto a Bova dove si ebbe una serie di gravi rivolte. I bovesi si ribellavano allo stato di servilismo cui erano indotti dagli angioini, ma di questa situazione caotica approfittarono i baroni che si ripresero i privilegi imponendo un becero feudalesimo.

Nel 1442 gli Aragonesi si impadronirono del Meridione. Bova si ribellò anche ad Alfonso di Aragona, ma nel 1500 dovette capitolare sotto la spinta di 1500 uomini.

Altre invasioni piratesche si ebbero dopo la caduta di Costantinopoli nelle mani dei Turchi Ottomani (1453) fino a che la discesa dello spagnolo Carlo V, nel 1533, costituì l'occasione propizia per la ribellione dei Greci che risiedevano in Calabria. Ancora una volta, in questo periodo, a Bova si concentrarono numerosi cittadini greci, raddoppiando così di fatto il numero della popolazione.

Così a Bova si continuò a parlare il Greco, anche se tutt'intorno si parlava ormai il latino. Al Greco si aggiunse il dialetto calabrese neolatino. Tuttavia, nel 1573, il rito di confessione greca venne sopppresso e venne introdotto il rito Latino.

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